Diritto Allo Studio/Tematiche

1 milione sulle borse e 500mila euro per riaprire la Verdi: passi avanti per il DSU!

Il consiglio regionale di oggi ha approvato due emendamenti al bilancio che prevedono l’aumento dei fondi per il diritto allo studio. Il primo va ad aggiungere un milione di euro ai 6 già integrati nell’assesto di bilancio di quest’estate, con questa integrazione, insieme ai fondi provenienti dalle tasse degli studenti e al fondo integrativo statale la copertura delle borse di studio quest’anno sarà molto più alta degli anni precedenti.

Il secondo prevede 500 mila Euro vincolati a terminare i lavori per poter riaprire la Residenza Verdi, da anni chiusa nonostante i lavori già avviati e le poche risorse che sarebbero servite per restituire agli studenti i 300 posti letto del complesso. La prospettiva di una veloce riapertura della residenza diventa quindi molto più realistica e sarà nostro dovere impegnarci affinché questo succeda nel più breve tempo.

Questi risultati costituiscono una grande vittoria per chi negli ultimi anni si è battuto contro i tagli della Giunta Cota e testimoniano una nuova sensibilità rispetto al tema del diritto allo studio dopo 4 anni di ingiustizie e incuria.

Sempre di oggi è la notizia della nomina di Marta Levi come presidente del CdA dell’Edisu, nel consiglio di amministrazione, insieme al rappresentante degli studenti Livio Sera, siederanno anche Gabriele Cerfeda e Pietro Tartaglino, rappresentanti rispettivamente del centrosinistra e del centrodestra, nei prossimi giorni infine sarà nominato dai Rettori dei quattro atenei piemontesi il rappresentante delle università, andando a completare il Consiglio.

Si chiude quindi l’era del neofascista Trabucco alla presidenza dell’Edisu, l’era della subalternità dell’ente rispetto alla giunta regionale, della sordità rispetto alle istanze degli studenti, della criminalizzazione di ogni movimento di protesta.

Il nostro programma come rappresentanza studentesca all’interno del Consiglio è chiaro: partecipazione, rifinanziamento totale e trasparenza delle attività.

Speriamo si possa finalmente realizzare l’autonomia dell’ente rispetto alle forze politiche e mettere in atto una gestione veramente partecipata del diritto allo studio, riscrivendo insieme agli studenti il Bando 2015/16, rivedendo i meccanismi di gestione di residenze e mense, sperimentando forme di pubblico partecipato, intervenendo su trasporti, aule studio e tutti quei servizi che nel loro complesso costituiscono il sistema di welfare studentesco.

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